Tartetatin

Dec
29
1:15 PM

Parlare di un libro

….la sensazione della bianca, assoluta, abbagliante, ottusa, innocente tenerezza della vita, con tutto lo stupore, il sangue, l’amore, lo sforzo; con tutta la velocità assassina delle bestie (che siamo anche noi), con il loro cadere sotto l’astuzia dell’uomo e viceversa, tutta l’ingenuità della speranza, la costruzione di un mondo: quando a furia di desiderare qualcosa, finisci per vederla materializzarsi sul serio lì di fronte a te. 


……………

Comunque, di qualsiasi cosa si tratti, uscendo dal libro, non ha più alcuna importanza: resta l’impressione di aver ricevuto un regalo. Un regalo che vive chiuso in uno scrigno di ghiaccio. Disegnato a matita. Scritto sulla pelle. Simile al cibo. Vicino alle stelle. Forte come un fiume. Alto come i picchi delle montagne, tondo come un ombelico, potente come la corsa di un cavallo, sicuro come il succedersi delle stagioni, lento come il respiro del sonno, felice come un risveglio pieno di aspettative; possibile, come la storia di ciascuna persona.

Ancora non ci credo che il libro l’abbia scritto una semplice donna. Ma forse in effetti a pensarci bene non può averlo scritto che lei.